MS: on line il numero 935

E’ on line il numero 935 del nostro settimanale web, Messaggero Scacchi. E’ possibile leggerlo in formato pdf. Il file di partite è in formato PGN zippato.
In questo numero:
1 – OLIMPIADI: CINA PIGLIATUTTO, MARINA BRUNELLO ORO IN QUARTA SCACCHIERA
2 – È FINITA L’ERA ILYUMZHINOV, ARKADY DVORKOVICH ELETTO PRESIDENTE FIDE
3 – EUROPEO DI CLUB: CARLSEN IN GARA, LA RUSSA GLOBUS NON DIFENDERÀ IL TITOLO
4 – OSLO (NORVEGIA): ANDREA STELLA LA SPUNTA NEL FESTIVAL, BENE ANCHE BASSO
5 – FERREIRA DO ALENTEJO (PORTOGALLO): CHATALBASHEV PRIMO, BASSO OTTAVO
6 – SALSOMAGGIORE TERME: L’INDIANO REDDY CHAKRAVARTHI SU TUTTI IN SOLITARIA
7 – VICENZA: IL BELLUNESE BARP A PUNTEGGIO PIENO DAVANTI AL VERONESE ZENARI
8 – NICHELINO: IL RUSSO IGOR NAUMKIN RISPETTA IL PRONOSTICO NEL FESTIVAL

OLIMPIADI: CINA PIGLIATUTTO, MARINA BRUNELLO ORO IN QUARTA SCACCHIERA
Cina pigliatutto nella 43ª edizione delle Olimpiadi di scacchi, ospitata a Batumi, in Georgia, dal 24 settembre al 5 ottobre. L’armata di Pechino, dopo un turno conclusivo piuttosto teso, ha concluso con 18 punti su 22 in entrambe le sezioni, superando per spareggio tecnico i campioni uscenti degli Stati Uniti e la Russia nell’open, l’Ucraina e la Georgia padrona di casa nel femminile.
Nell’open si è trattato del secondo oro cinese dopo quello di Tromso 2014, ottenuto nonostante la cattiva performance del 19enne Wei Yi in terza scacchiera (3,5 su 7) e le condizioni non ancora ottimali di Ding Liren; pur avendo giocato l’intero torneo con le stampelle, non essendosi ancora ripreso dall’intervento a un’anca subìto a causa di un incidente in biciclett occorsogli alla Norway chess, lo scorso maggio, Ding in prima ha comunque conquistato anche l’oro individuale (con 5,5 su 8), prolungando a 88 la sua serie di partite senza sconfitte e salendo a 2811 nel live rating. Gli altri elementi della squadra erano Yu Yangyi, che ha realizzato 7 su 11 in seconda scacchiera, Bu Xiangzhi, 7,5 su 10 in quarta (medaglia di bronzo), e Li Chao b, 5 su 8 come riserva.
Dal canto loro gli Stati Uniti, guidati dall’italo-americano e prossimo sfidante per il titolo mondiale, Fabiano Caruana, con la stessa squadra che aveva vinto l’oro nel 2016, partivano come favoriti, ma hanno pagato la scarsa forma della loro terza scacchiera Hikaru Nakamura, che ha ottenuto solo il 50% (4,5 su 9). Gli americani hanno vinto tre match impegnativi contro Olanda (3-1), India e Azerbaigian (2,5-1,5), ma sono stati fermati al nono turno dalla Polonia per 2,5-1,5 a causa della sconfitta di Nakamura, che ha scelto la rischiosa difesa Scandinava contro Piorun e ha avuto la peggio. Gli altri componenti della formazione erano Wesley So, Sam Shankland e Ray Robson. Da segnalare che Caruana è arrivato a un passo dal diventare numero uno al mondo, ma, alla fine, il conto alla rovescia si è fermato a -6,7 punti da Carlsen; l’ex rappresentante azzurro ha conquistato l’argento in prima scacchiera dietro a Ding.
La Russia, numero due di tabellone, ha recuperato bene nel finale dopo la battuta d’arresto con la Polonia al quarto turno e due successivi pareggi. La selezione della squadra di Mosca è stata controversa. Magnus Carlsen ha commentato che «non hanno fatto alcun favore escludendo due dei loro giocatori più forti, l’otto volte campione nazionale Peter Svidler e il candidato al titolo mondiale Alexander Grischuk, un lusso che la maggior parte delle squadre non può permettersi». Il team era composto da Sergey Karjakin, Ian Nepomniachtchi, Vladimir Kramnik e Nikita Vitiugov.
La squadra più sfortunata è stata la Polonia, che ha avuto gli abbinamenti più difficili e si è dovuta accontentare del quarto posto a quota 17 insieme all’Inghilterra; Jan-Krysztof Duda e compagni erano in testa a due turni dal termine, prima di perdere con la Cina, realizzando comunque la migliore prestazione olimpica polacca dal 1939, quando la squadra si era contesa l’oro con la Germania a Buenos Aires poco prima che la seconda guerra mondiale avesse inizio.
L’olimpiade femminile è stata decisa in un nervoso turno conclusivo, al termine del quale la Cina ha vinto l’oro al tie-break con 18 su 22 per spareggio sull’Ucraina e con un punto in più della Georgia ‘1’. Ben nove formazioni hanno chiuso a 16: Russia, Ungheria, Armenia, Stati Uniti, India, Georgia ‘2’, Azerbaigian, Kazakhstan e Francia.
Quanto all’Italia, nell’open i nostri hanno concluso in linea con le aspettative, 33esimi a 14 punti (erano i numeri 34 di tabellone), vincendo contro le avversarie meno quotate e perdendo 3-1 contro big quali Russia, Azerbaigian e Inghilterra. Nelle sfide più equilibrate sono arrivate la vittoria per 2,5-1,5 sulla Turchia e la sconfitta per 3-1 con la Svezia (infine 11ª), che ha di fatto negato ai ragazzi di capitan Kogan la possibilità di lottare per la le prime quindici posizioni. Quanto ai singoli, i nostri hanno più o meno performato tutti secondo il proprio rating: Daniele Vocaturo e Sabino Brunello hanno totalizzato 5 su 9 in prima e quarta scacchiera, Luca Moroni 7 su 10 in terza e Alessio Valsecchi 6 su 9 come riserva; unico sottotono Godena, 2 su 7 in seconda, penalizzato oltremodo, soprattutto psicologicamente, da un ko per tempo contro il Nepal in posizione quasi vinta: il trevigiano aveva schiacciato l’orologio, ma forse lo aveva fatto troppo debolmente, dato che il suo tempo, ormai agli sgoccioli, aveva continuato a scorrere.
Le donne invece, dopo un ottimo inizio, sono crollate, perdendo gli ultimi due turni (con Georgia ‘2’ e Inghilterra) e venendo relegato al 49° posto nel gruppo a 12. Se Olga Zimina, Elena Sedina e Desirée Di Benedetto hanno spesso sciupato e tutte perso qualche punto Elo, c’è comunque da rallegrarsi per il prepotente “ritorno” di Marina Brunello, reduce da mesi di forma tutt’altro che eccezionale: la GMf bergamasca ha realizzato 8,5 punti su 10 con una performance di 2504, guadagnando la bellezza di 49,8 punti Elo, nonché una prestigiosa medaglia d’oro individuale in quarta scacchiera. Era dal 1982 che un’azzurra non vinceva un oro individuale: 36 anni fa era stata Barbara Pernici. In campo maschile, invece, l’ultimo ad aggiudicarsi un oro è stato Ennio Arlandi nel 1994. Da segnalare, per chiudere il capitolo azzurri, che a Batumi erano presenti anche tre arbitri italiani: Franca Dapiran, Cristina Rigo e Marco Biagioli.
All’evento hanno preso parte in tutto 184 formazioni nell’open e 150 nel femminile; più di cento i giocatori over 2600 in gara, fra i quali trentatré over 2700. La prossima edizione delle Olimpiadi avrà luogo a Khanty-Mansiysk, in Russia, nel 2020.
Sito ufficiale: http://batumi2018.fide.com/en
Classifiche finali
Open: 1ª-3ª Cina, Stati Uniti, Russia 18 punti su 22; 4ª-5ª Polonia, Inghilterra 17; 6ª-14ª India, Vietnam, Armenia, Francia, Ucraina, Svezia, Repubblica Ceca, Germania, Austria 16; 15ª-24ª Azerbaigian, Uzbekistan, Iran, Ungheria, Egitto, Grecia, Kazakhstan, Mongolia, Canada, Lituania 15; ecc.
Femminile: 1ª-2ª Cina, Ucraina 18 punti su 22; 3ª Georgia ‘1’ 17; 4ª-12ª Russia, Ungheria, Armenia, Stati Uniti, India, Georgia ‘2’, Azerbaigian, Kazakhstan, Francia 16; 13ª-19ª Spagna, Iran, Vietnam, Polonia, Uzbekistan, Bielorussia, Slovacchia 14; ecc.

È FINITA L’ERA ILYUMZHINOV, ARKADY DVORKOVICH ELETTO PRESIDENTE FIDE
In un’ideale staffetta fra uomini politici vicini (o dentro) al Cremlino, il russo Arkady Dvorkovich ha raccolto il testimone del calmucco Kirsan Ilyumzhinov al vertice della Fide. All’Assemblea generale che è stata ospitata allo Sheraton Hotel di Batumi, in Georgia, il 3 ottobre, Dvorkovich è stato eletto presidente per i prossimi quattro anni sconfiggendo il greco Georgios Makropoulos con 103 voti contro 78, dopo che l’inglese Nigel Short ha ritirato la propria candidatura all’ultimo minuto.
Oltre 160 delegati da tutto il mondo si erano riuniti per l’assemblea e a tutti e tre i candidati è stata data anzitutto l’opportunità di presentare il proprio programma e la propria squadra. A prendere per primo la parola è stato lo stesso Dvorkovich, che ha affermato di voler costruire «un’istituzione professionale, efficiente e trasparente», preannunciando di voler raccogliere finanziamenti a lungo termine tramite sponsor aziendali, tagliando le commissioni Fide e operando una revisione delle spese. Il russo ha infine assicurato un budget annuale di 3 milioni di euro per i Paesi in via di sviluppo e un budget totale di 5 milioni di euro.
Short, dal canto suo, ha iniziato ricordando a tutti le false promesse di Ilyumzhinov nel suo discorso di quattro anni fa e ha fortemente criticato l’estensione del contratto con Agon, le spese di viaggio e la mancanza di trasparenza relativamente alla situazione bancaria. Il tutto prima di sganciare una piccola bomba, ovvero di annunciare il suo ritiro dalla corsa per la presidenza e il suo supporto a Dvorkovich, sottolineando i «molti obiettivi comuni» e ha menzionando il coinvolgimento del rivale, divenuto alleato, nell’organizzazione della Coppa del Mondo FIFA in Russia. Il ritiro di Short non è stato del tutto una sorpresa per gli addetti ai lavori, tenendo conto del suo schierarsi apertamente a favore del russo nelle scorse settimane.
Makropoulos è stato l’ultimo a pronunciare il proprio discorso e ha dimostrato di avere accusato il colpo, definendo il ritiro di Short «disonesto» e riassumendo i risultati ottenuti in passato, come l’organizzazione delle Olimpiadi negli anni Ottanta, e invocando «dignità e stabilità nella famiglia Fide», ma con meno energia del solito.
Poi è avvenuta la votazione, che ha decretato il trionfo di Dvorkovich, subito circondato da delegati che si sono congratulati con lui. Seduto accanto al tesoriere della Fide Adrian Siegel, Makropoulos ha stretto a propria volta alcune mani, prima di abbracciare il figlio Iannis. Tre decenni di lavoro per la Fide, per il greco, sono arrivati al capolinea.
Dvorkovich è divenuto così il successore del suo connazionale Ilyumzhinov, che è stato presidente della Fide tra il 1995 e il 2018. Inizialmente lo stesso Kirsan era in corsa per un altro mandato, ma alla fine di giugno si è ritirato, dopo che la Russia aveva dichiarato il proprio sostegno a Dvorkovich.
Ilyumzhinov è stato il secondo leader più longevo nella storia della Federazione mondiale degli scacchi: Alexander Rueb, il primo presidente dell’organizzazione, ha ricoperto la carica per due anni in più, dal 1924 al 1949.
Alle ultime elezioni, nel 2014, Ilyumzhinov aveva sconfitto Garry Kasparov. Solo un anno dopo per lui erano iniziati i problemi, quando era stato inserito nella lista nera del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti per aver fornito supporto al governo della Siria.
La scorsa primavera la banca svizzera UBS aveva chiuso il conto della Fide per questo motivo e in seguito Makropoulos aveva annunciato la propria candidatura per la presidenza della Federazione, prendendo così ufficialmente le distanze dall’uomo al quale aveva prestato servizio per decenni.
È iniziata ora una nuova era per gli scacchi: l’era post Ilyumzhinov. Arkady Vladimirovich Dvorkovich, nato il 26 marzo 1972, è una figura importante nella politica russa. Già funzionario ed economista pubblico, è stato vice-primo ministro nel gabinetto di Dmitri Medvedev dal 21 maggio 2012 al 7 maggio 2018. In precedenza era stato un assistente del presidente della Federazione Russa da maggio 2008 a maggio 2012. A lui toccherà provare a vincere le tante sfide che la nuova amministrazione dovrà affrontare.
Sito ufficiale: http://fide.com/

EUROPEO DI CLUB: CARLSEN IN GARA, LA RUSSA GLOBUS NON DIFENDERÀ IL TITOLO
Sarà il campione del mondo Magnus Carlsen la star della Coppa europea di club 2018, in programma al Porto Carras Grand Resort di Halkidiki, in Grecia, dal 12 al 18 ottobre. Unico assente di spicco alle Olimpiadi, dove invece non è mancato il suo prossimo sfidante Fabiano Caruana, il norvegese farà il suo debutto nell’evento con la squadra del Valerenga Sjakklubb, che ha rafforzato notevolmente il proprio organico, dopo aver schierato solo tre giocatori titolati lo scorso anno. Carlsen sarà affiancato da David Howell, Nils Grandelius, Evgeny Romanov, Borki Predojevic e dai suoi connazionali Aryan Tari, Kjetil Lie e Johan-Sebastian Christiansen. In un evento così breve, non sarebbe una sorpresa se una compagine del genere, numero cinque di tabellone su un lotto di sessantuno partecipanti, finisse sul podio. Se da una parte fa notizia la presenza di Carlsen, dall’altra stupisce l’assenza di un’intera squadra, la russa Globus, che aveva vinto l’edizione 2017 della Coppa. In realtà la formazione risultava iscritta fino al mese scorso, con grossi calibri quali Giri, Karjakin, Nepomniachtchi, Grischuk, Wei Yi e Khismatulin tra le proprie fila; quasi all’ultimo però si è ritirata, lasciando alla macedone Alkaloid, prima nel 2016, il ruolo di favorita, forte di star come Ding Liren, Yu Yangyi, Jakovenko, Kryvoruchko, Andreikin ed Eljanov, oltre agli “autoctoni” Nedev e Panceski. A contendere ad Alkaloid il successo ci saranno sicuramente la Odlar Yurdu, praticamente la nazionale olimpica azerbaigiana (Mamedyarov, Radjabov, Naiditsch, Mamedov, Safarli, Guseinov, Durarbayli, Abasov), la ceca AVE di Novy Bor (Wojtaszek, Harikrishna, Navara, Vidit, Sasikiran, Ragger, Laznicka, Bartel) e la russa Mednyi Vsadnik di San Pietroburgo (Svidler, Vitiugov, Fedoseev, Matlakov, Rodshtein, Alekseenko, Goganov). Oltre alla già citata norvegese Valerenga, poi, anche i campioni d’Italia di Obiettivo Risarcimento Padova sono in grado di dare filo da torcere alle squadre più quotate: i veneti potranno contare su Wang Hao, Francisco Vallejo, Peter Leko, Julio Granda Zuniga, Daniele Vocaturo, Alberto David, Sabino Brunello e Danyyil Dvirnyy. In gara ci sarà un’altra compagine azzurra, la SS Lazio Scacchi, che schiererà Marco Corvi, Carlo Marzano, Renzo Ramondino, Stefano Bellincampi, Pietro Ferraro, Danilo Marino, Massimo Buonanno e Maurizio Prelati.
Nel femminile il Cercle d’Echecs di Monte Carlo tornerà in campo dopo aver mancato il torneo dell’anno scorso, disputato in Turchia. La squadra monegasca aveva vinto l’ultima volta nel 2016, con Hou Yifan in prima scacchiera; quest’anno la star cinese non ci sarà, ma l’ucraina Anna Muzychuk sarà senz’altro un’ottima sostituta (insieme a lei Skripchenko, Cornette, Cramling e Socko). Tuttavia Monte Carlo non partirà come favorita: le campionesse in carica del Nona hanno una media Elo più alta; la squadra di Batumi non potrà contare questa volta su Harika Dronavalli, ma avrà quattro delle cinque giocatrici che hanno fatto parte del team georgiano alle Olimpiadi, vincitore della medaglia di bronzo (Dzagnidze, Batsiashvili, Khotenashvili, Javakhishvili più Melia). Altre tre squadre hanno una media Elo superiore a 2400: le pluricampionesse italiane in carica di Caissa Italia Pentole Agnelli (Gunina, Paehtz, Zimina, Tsolakidou, Brunello), la russa Ugra (guidata da Pogonina e Girya) e l’ucraina Kyiv Chess Federation (con Mariya Muzychuk e Natalia Zhukova). Anche qui tra le compagini in gara (dodici in tutto) c’è un’altra italiana: Caissa Italia Banca Alpi Marittime, con Mariagrazia De Rosa, Alessia Santeramo, Silvia Guerini e Maria Andolfatto.
Sito ufficiale: http://eurochess2018.com/

OSLO (NORVEGIA): ANDREA STELLA LA SPUNTA NEL FESTIVAL, BENE ANCHE BASSO
Il GM cremonese Andrea Stella ha vinto al fotofinish l’edizione 2018 del festival di Oslo (Norvegia), ospitata all’hotel Radisson Blu dal 30 settembre al 7 ottobre. L’azzurro, numero cinque di tabellone, ha chiuso al comando del gruppo di vetta, composto da altri cinque giocatori, con 7,5 punti su 10, agguantando il primo posto solo all’ultimo turno: qui, infatti, i quattro battistrada che si trovavano a 7 su 9 hanno pareggiato gli scontri diretti, permettendo al 25enne cremonese, che inseguiva a 6,5, di acciuffarli e superarli per spareggio tecnico. Lungo il cammino Stella ha fra l’altro sconfitto il GM russo Alexander Cherniaev, perdendo solamente al sesto turno con il GM polacco Zbigniew Pakleza, infine terzo. Insieme all’azzurro e a Pakleza, hanno totalizzato 7,5 punti anche il GM serbo Milos Pavlovic (secondo), il GM spagnolo Oleg Korneev, il già citato Cherniaev e il MI norvegese Tor Fredrik Kaasen. Bene ha fatto un altro italiano in gara a Oslo: il GM trevigiano Pierluigi Basso, battuto solo da Pavlovic al penultimo turno, si è classificato decimo a quota 7, guadagnando 3 punti Elo. Non è andato oltre l’undicesimo posto a 6,5, invece, il favorito GM polacco Marcin Dziuba, sconfitto da Cherniaev nella partita conclusiva. All’evento hanno preso parte 98 giocatori, fra i quali nove GM e quattro MI.
Sito ufficiale: http://turneringsservice.sjakklubb.no/invitation.aspx
Classifica finale: 1°-6° Stella, Pavlovic, Pakleza, Korneev, Cherniaev, Kaasen 7,5 punti su 10; 7°-10° Mikalsen, Haug, Stuvik Holm, Basso 7; ecc.

FERREIRA DO ALENTEJO (PORTOGALLO): CHATALBASHEV PRIMO, BASSO OTTAVO
Il GM bulgaro Boris Chatalbashev ha vinto al fotofinish la prima edizione dell’Open di Ferreira do Alentejo (Portogallo), disputata dal 26 al 30 settembre. Chatalbashev, numero sei di tabellone, si è piazzato primo dopo aver superato per spareggio tecnico i GM Sergey Fedorchuk (Ucraina), Vadim Malakhatko (Belgio) e Vitaly Kunin (Germania) che, come lui, avevano totalizzato 6 punti su 9. Il bulgaro ha pareggiato al secondo turno con Fedorchuk, favorito della vigilia, e ha perso solo al settimo turno con il già citato Malakhatko, mentre ha vinto tra gli altri con il più quotato Kunin al quinto turno.
In gara anche un azzurro, il GM trevigiano Pier Luigi Basso, che si è piazzato quinto (ottavo per spareggio tecnico) nel gruppo a 5,5, guidato dal GM russo Vladimir Epishin e composto anche dai GM Erik Van Den Doel (Olanda) e Petar Genov (Bulgaria). Basso è stato fermato al quarto e al settimo turno rispettivamente da Chatalbashev e da Kunin. Al torneo hanno preso parte ventuno giocatori, provenienti da tredici Paesi diversi, tra cui otto grandi maestri e due maestri internazionali.
Risultati: http://chess-results.com/tnr349068.aspx
Classifica finale: 1°-4° Chatalbashev, Fedorchuk, Malakhatko, Kunin 6 punti su 9; 5°-8° Epishin, Van Den Doel, Genov, Basso 5,5; 9°-13° Campora, Pryvalov, Sharma, Santos, Morais 5; ecc.

SALSOMAGGIORE TERME: L’INDIANO REDDY CHAKRAVARTHI SU TUTTI IN SOLITARIA
Il MI indiano Reddy Chakravarthi ha dominato la dodicesima edizione del Festival internazionale di Salsomaggiore Terme, disputata dal 5 al 7 ottobre. Chakravarthi, che partiva come favorito della vigilia, si è piazzato al primo posto in solitaria e imbattuto con 4 punti su 5. L’indiano ha vinto le prime tre partite per poi pareggiare quelle degli ultimi due turni con il MF spagnolo Xavier Martinez Pla e con il MF palermitano Michel Bifulco. Dietro di lui, proprio Martinez Pla è salito sul secondo gradino del podio alla guida del gruppo a 3,5, dopo aver superato per spareggio tecnico un nutrito gruppo di giocatori, composto dal già citato Bifulco, da MF bresciano Gabriele Lumachi (classe 2003), dal MI milanese Angelo Damia e dal CMF torinese Mauro Barletta.
Nell’open B il barese Savino Di Lascio si è imposto a sorpresa, in solitaria e imbattuto con 4,5 punti su 5. Di Lascio partiva con il numero 11 di tabellone e ha tenuto testa ai due giocatori più quotati che ha affrontato, ovvero il mantovano Gabriele Oppici, favorito della vigilia, con cui ha pareggiato al terzo turno, e il milanese Carlo Gustavo Fornasir, con cui ha vinto all’ultimo turno. Fornasir si è, quindi, piazzato secondo dopo aver superato per spareggio tecnico il modenese Mattia Simonini, che come lui aveva totalizzato 4 punti.
Nell’open C il brasiliano Daniel Zotelli Monteiro l’ha spuntata per spareggio tecnico sul bolzanino Albin Ernst Kofler, sul piacentino Paolo Losi – favorito della vigilia – e sull’ungherese Sandor Meszaros, dopo che tutti e quattro avevano totalizzato 4 punti su 5.
Alla manifestazione hanno preso parte 100 giocatori, provenienti da sette Paesi diversi, tra cui quattro MI e sei MF nel torneo principale.
Risultati: http://vesus.org/
Classifiche finali
Open A: 1° Chakravarthi 4 punti su 5; 2°-6° Martinez Pia, Bifulco, Lumachi, Damia, Barletta 3,5; 7°-9° Castillo Dalmau, Giretti Kanev, Mazzini 3; ecc.
Open B: 1° Di Lascio 4,5 punti su 5; 2°-3° Fornasir, Simonini 4; 4°-10° Bardi, Puglia, Lamonti, Muraro, Bianchin, Molano Lafuente, Brogneri 3,5; ecc.
Open C: 1°-4° Monteiro, Kofler, Losi, Meszaros 4 punti su 5; 5°-8° Tosi, Carabetta, Bardulla, Ferrari 3,5; ecc.

VICENZA: IL BELLUNESE BARP A PUNTEGGIO PIENO DAVANTI AL VERONESE ZENARI
Il MF bellunese Alberto Barp ha dominato la 22ª edizione dell’open “Città di Vicenza”, disputata dal 5 al 7 ottobre. Barp, favorito della vigilia, ha rispettato i pronostici, piazzandosi al primo posto con un perfetto 5 su 5. Dietro di lui il veronese Marco Zenari, classe 2001, si è piazzato secondo da solo a quota 4: partito con il numero undici di tabellone, Zenari ha condotto una buona gara e dopo i pareggi dei primi due turni (rispettivamente con il vicentino Andrea Rodeghiero e con il veronese Sergio Faccia) ha vinto le rimanenti tre partite. Dietro di lui, il MF padovano Christian Cacco si è aggiudicato il terzo posto dopo aver superato per spareggio tecnico un nutrito gruppo di giocatori a quota 3,5, composto anche dal vicentino Alessio Boraso, dal milanese Marco Massironi, dal padovano Andrea Simonetto e dal MF bolognese Edoardo Vancini.
Nessuna sorpresa neppure nell’open B, dove il favorito Ghoerghe Panican, di Treviso, si è imposto in solitaria e imbattuto con 4,5 punti su 5 e un solo pareggio, al quarto turno, con il vicentino Pietro Valentini. Quest’ultimo è poi salito sul secondo gradino del podio alla guida del gruppo a 4, spuntandola per pareggio tecnico su un nutrito gruppo di giocatori, composto dal trevigiano Riccardo Rostolis, dai vicentini Alessandro Brotto, Riccardo Marni, Marco Luigi Ghiotto (classe 2003), dal veronese Raffaele Negro e dal vicentino Sergio Giuriato.
Nell’open C, infine, il vicentino Alberto Celadon, classe 2007, ha superato al fotofinish il favorito Matteo Fanchin, dopo che entrambi avevano totalizzato 4 punti su 5. Celadon ha vinto con Fanchin al terzo turno, infliggendo al favorito della vigilia l’unica sconfitta del torneo. La trentina Nicoletta Novello si è, invece, piazzata terza in solitaria a quota 3,5. All’evento hanno preso parte 97 giocatori, tra i quali cinque maestri Fide nell’Open principale.
Risultati: http://vesus.org/festivals/xxii-open-cittagrave-di-vicenza/
Classifiche finale
Open A: 1° Barp 5 punti su 5; 2° Zenari 4; 3°-7° Cacco, Boraso, Massironi, Simonetto, Vancini 3,5; 8°-11° Dappiano, Gennari, Ghods, Quaranta 3; ecc.
Open B: 1° Panican 4,5 punti su 5; 2°-8° Valentini, Rostolis, Brotto, Malni, Ghiotto, Negro, Giuriato 4; 9°-12° Cordioli, Setti, Tomio, Pisani 3,5; ecc.
Open C: 1°-2° Celadon, Fanchin 4 punti su 5; 3ª Novello 3,5; 4° Pesavento 2,5; 5°-6° Venturini, Ponzio 2; 7°-8° Milano, Milazzo 1

NICHELINO: IL RUSSO IGOR NAUMKIN RISPETTA IL PRONOSTICO NEL FESTIVAL
Il GM russo Igor Naumkin si è aggiudicato la 19ª edizione del Festival “Città di Nichelino”, disputato nella cittadina in provincia di Torino dal 5 al 7 ottobre.
Naumkin, favorito della vigilia, si è piazzato al primo posto in solitaria e imbattuto con 4,5 punti su 5, pareggiando solo al quarto turno con l’azero Agil Pirvediyev. Sul secondo gradino del podio è salito il MI serbo Andjelko Dargojlovic con 4 punti, mentre a mezza lunghezza di distanza il maestro novarese Marco Angelini si è aggiudicato il bronzo con 3,5 punti.
Nell’open B il torinese Francesco Malano, favorito della vigilia, ha rispettato il pronostico concludendo anche lui in solitaria con 4,5 punti su 5. Dietro di lui, il savonese Alessandro Biancotti e il torinese Claudio Gussone hanno spartito il secondo posto a quota 4.
Nell’open C, infine, il barese Michele Rubino si è imposto in solitaria con 4,5 punti su 5, pareggiando solo al quarto turno con la torinese Marcela Ungureanu, che partiva come favorita della vigilia. A mezza lunghezza di distanza, il torinese Marco Bonacina si è piazzato secondo a 4, mentre il torinese Giacomo Piazza si è classificato terzo, spuntandola sui torinesi Davide Bruno (classe 2008), Aldo Maraviglia e Francesco Monni (classe 2007) che, come lui, avevano totalizzato 3,5 punti. All’evento hanno preso parte 65 giocatori, provenienti da cinque paesi diversi, tra cui un GM e un MI nell’open principale.
Risultati: http://vesus.org/festivals/19deg-festival-cittagrave-di-nichelino/
Classifiche finali
Open A: 1° Naumkin 4,5 punti su 5; 2° Dragojlovic 4; 3° Angelini 3,5; 4°-5° Petritaj, Pirverdiyev 3; 6°-10ª And. Iannello, Garbezza, Ant. Iannello, Alaimo, Raccanello 2,5; ecc.
Open B: 1° Malano 4,5 punti su 5; 2°-3° Biancotti, Gussone 4; 4°-5° Novaria, Rotondaro 3,5; 6°-12° Crepaldi, Priolo, Chiabrando, Coqueraut, Adda, Catalano, Bertola 3; ecc.
Open C: 1° Rubino 4,5 punti su 5; 2° Bonacina 4; 3°-6° Piazza, Bruno, Maraviglia, Monni 3,5; 7ª-11° Ungureanu, Iosipescu, Spina, Da Pont, Rotondaro 3; ecc.

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