di Roberto Messa
(editoriale TCS settembre-ottobre 2026)
È noto che Elon Musk non ha una grande considerazione degli scacchi – lo ha definito un gioco “troppo semplice” – e che Bill Gates venne sconfitto in appena 9 mosse in una partita contro Carlsen improvvisata durante un programma televisivo del 2014. Perciò dobbiamo scendere di un gradino per accorgerci dell’irruzione sulla scena scacchistica di quattro miliardari meno conosciuti che, dalla Germania alla Cina passando per il Kazakistan, hanno già investito centinaia di milioni negli scacchi e uno di loro alla fine di settembre diventerà presidente della Fide, come spiegato a pag. 58 di questa rivista. Noi, che veniamo dalla campagna, abbiamo imparato a non lasciarci inebriare dall’odore dei soldi, sapendo che spesso chi ne ha tanti si diverte a farceli annusare e nulla più. Sarà il mio un punto di vista miope e non al passo con i tempi, ma non vedo grandi vantaggi per la crescita del movimento scacchistico quando leggo che sono stati distribuiti premi per un milione e mezzo in un breve torneo inserito nella World Cup degli eSports, ovvero dei videogiochi, a beneficio di Carlsen (che ha bissato il successo dell’anno scorso) e di pochi altri. Credo invece che gli appassionati siano sempre più confusi dalla proliferazione di circuiti concorrenti, campionati di ogni sorta che affollano il calendario e allontanano i giocatori di vertice dai tornei e dai campionati “veri”. A onor del vero il kazako Timur Turlov, principale candidato alla presidenza della Fide sostenuto anche dalla Federazione Scacchistica Italiana, si dice che potrebbe portare a Milano nel 2027 i campionati Mondiali rapid e blitz, quelli veri e ufficiali, con una dote di due o tre milioni di euro, come fece per l’edizione del 2024 a New York.
Ad ogni modo la popolarità degli scacchi nel mondo e in Italia è in crescita forte e costante, ora si tratta di far capire ai potenziali sponsor che forse sarebbe più utile e remunerativo investire per lo sviluppo della base, nelle attività giovanili e aggregative, non solo negli eventi vetrina.
Continuando a dare i numeri, quelli che ci piacciano di più arrivano ancora una volta da Montesilvano, che dopo i 2200 partecipanti al Trofeo Scacchi Scuola (di cui abbiamo parlato in Torre & Cavallo di luglio) ha ospitato per la terza volta i campionati mondiali juniores, con 758 giocatori al via. Anche il festival internazionale di Spilimbergo ha bruciato il record di partecipazione dell’anno scorso, radunando ben 572 giocatori nella cittadina friulana proclamatasi “amica degli scacchi” che anche grazie al Centro Tecnico Federale è ormai un crocevia attivo per dodici mesi all’anno.
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