E’ on line il numero 1206 del nostro settimanale web, Messaggero Scacchi. E’ possibile leggerlo in formato pdf. Il file di partite è in formato PGN zippato.
In questo numero:
1 – SINQUEFIELD CUP, SO FA TRIS. TAN CONCEDE IL BIS NELLA CAIRNS CUP
2 – PARIGI (FRANCIA): CARLSEN PRIMO IMBATTUTO NELLA ESPORTS WORLD CUP
3 – SPILIMBERGO: VINCE DARDHA, MARTINOVICI MIGLIORE DEGLI ITALIANI
4 – ADDIO ALL’UCRAINO VERESLAV EINGORN, GRANDE MAESTRO DI DUE EPOCHE
5 – NAGYKANIZSA (UNGHERIA): L’INDIANO PRANESH PRIMO IN VOLATA NELL’OPEN
6 – POLANICA-ZDRÓJ (POLONIA): AWONDER LIANG RE DEL MEMORIAL RUBINSTEIN
7 – ABU DHABI (EAU): L’UZBEKO JAKHONGIR VAKHIDOV SUPERA I FAVORITI
8 – GRAND RAPIDS: GRIGORIY OPARIN PRIMO PER SPAREGGIO NELL’US OPEN
9 – VICHY: NONO TITOLO PER ETIENNE BACROT NEL CAMPIONATO FRANCESE
10 – LINZ: DOMINIK HORVATH SI CONFERMA CAMPIONE D’AUSTRIA PER SPAREGGIO
11 – SKANDERBORG (DANIMARCA): IL TEDESCO JAKOB LEON PAJEKEN FA IL BIS
12 – LIGNANO SABBIADORO: ORTIK NIGMATOV DOMINA IL FESTIVAL BELLA ITALIA
13 – AGRIGENTO: IL 15ENNE PULVIRENTI VINCE IL FESTIVAL DAVANTI A BIFULCO
SINQUEFIELD CUP, SO FA TRIS. TAN CONCEDE IL BIS NELLA CAIRNS CUP
Wesley So e Tan Zhongyi hanno conquistato rispettivamente la Sinquefield Cup e la Cairns Cup 2026, disputate in contemporanea al Saint Louis Chess Club dal 10 al 19 agosto. Per lo statunitense si tratta del terzo successo nella più prestigiosa tappa classica americana, dopo quelli del 2016 e 2025, mentre la cinese ha bissato il titolo ottenuto nella Cairns Cup nel 2024.
La Sinquefield Cup (media Elo 2748, 20ª categoria Fide), quinto e ultimo appuntamento della stagione regolare del Grand Chess Tour, ha proposto il consueto girone all’italiana a dieci giocatori. So ha preso il comando grazie alle vittorie ottenute al secondo e al terzo turno contro Jorden van Foreest e Fabiano Caruana, per poi inanellare sei patte consecutive. Il suo approccio particolarmente prudente gli ha permesso di conservare energie e rimanere in testa, ma all’ottavo turno Rameshbabu Praggnanandhaa lo ha raggiunto a quota 5 punti battendo con il Nero Maxime Vachier-Lagrave in appena 27 mosse.
Nell’ultima giornata entrambi i battistrada hanno pareggiato: So con Javokhir Sindarov e Praggnanandhaa con Anish Giri. I due hanno quindi concluso la fase classica appaiati a 5,5 punti su 9, rendendo necessario lo spareggio per assegnare il trofeo. Alle loro spalle Vincent Keymer e Sindarov hanno condiviso il terzo posto a 5, mentre Caruana, Levon Aronian, Vachier-Lagrave e Sam Sevian hanno terminato nel gruppo a 4,5.
Anche le prime due rapid dello spareggio, giocate a 10 minuti più 5 secondi per mossa, sono terminate patte. Si è così arrivati all’Armageddon: Praggnanandhaa, dopo avere vinto il sorteggio, ha scelto il Bianco con cinque minuti contro i quattro di So, che con il Nero aveva però il vantaggio di potersi accontentare della patta; l’incremento di due secondi sarebbe entrato in vigore soltanto dalla 61ª mossa. L’indiano ha ottenuto una posizione vincente, ma non è riuscito a concretizzare sotto la pressione dell’orologio. La partita si è conclusa in parità e il risultato è bastato a So per conservare il titolo.
Il successo ha un valore anche storico: So è il primo giocatore ad aggiudicarsi la Sinquefield Cup in due edizioni consecutive e, con tre vittorie complessive, è ora il più titolato nella storia della manifestazione. Il suo primo trionfo risaliva esattamente a dieci anni fa. La Sinquefield Cup ha inoltre completato la selezione per le Finals del Grand Chess Tour. Al termine della stagione regolare Praggnanandhaa ha chiuso al comando con 35,5 punti, davanti a So con 34,5, Caruana con 29,5 e Keymer con 28,5: sono loro quattro a disputare le Finals a Saint Louis dal 22 al 27 agosto. Sindarov è rimasto fuori per appena mezzo punto.
Per la prima volta, parallelamente alla Sinquefield Cup, si è disputato un torneo femminile d’élite, la Cairns Cup (media Elo 2492, 10ª categoria Fide), seguendo la tendenza inaugurata dal Norway Chess. Le prime due edizioni erano disputate in febbraio, prima che l’evento venisse spostato a giugno per tre anni.
Un ulteriore spostamento, questa volta per disputare il torneo contemporaneamente alla Sinquefield Cup nella nuova e più ampia sala di gioco del Saint Louis Chess Club, aveva una sua logica, ma ha suscitato critiche quando la diretta dell’evento femminile è stata cancellata, per poi essere ripristinata solo parzialmente.
Nella presente edizione, la sesta, Tan Zhongyi ha costruito il successo soprattutto nella prima parte del torneo. La cinese è partita con due vittorie consecutive, contro Carissa Yip e Humpy Koneru, e al quarto turno ha battuto anche Rameshbabu Vaishali, portandosi da sola al comando. Dopo tre patte ha piazzato l’allungo decisivo nelle giornate sette e otto, superando con il Nero Divya Deshmukh e quindi Bibisara Assaubayeva.
A cercare di tenere aperto il torneo fino all’ultimo è stata soprattutto la sedicenne statunitense Alice Lee. Arrivata al turno conclusivo con un punto di ritardo, Lee ha pareggiato con Carissa Yip; quel risultato ha consegnato matematicamente il titolo a Tan prima ancora che terminasse la sua partita. La cinese è stata infatti sconfitta da Stavroula Tsolakidou, ma ha comunque chiuso sola al comando con 6,5 punti su 9, mezzo punto davanti a Lee.
Per la giovane statunitense il secondo posto ha avuto comunque un significato particolare: i 6 punti su 9 le hanno fruttato la prima norma di grande maestro della carriera. Alle sue spalle Assaubayeva e Yip hanno condiviso il terzo posto con 5 punti; Anna Muzychuk, Divya Deshmukh e Tsolakidou hanno totalizzato 4,5, Humpy Koneru 3,5, Alexandra Kosteniuk 3 e Vaishali 2,5. Tan ha così conquistato la Cairns Cup per la seconda volta in tre anni ed è rimasta l’unica giocatrice cinese ad avere iscritto il proprio nome nell’albo d’oro del torneo.
Sito ufficiale: https://grandchesstour.org/tours/
Classifica Sinquefield Cup: 1°-2° So, Praggnanandhaa 5,5; 3°-4° Keymer, Sindarov 5; 5°-8° Caruana, Aronian, Vachier-Lagrave, Sevian 4,5; 9° Giri 4; 10° Van Foreest 2
Classifica Cairns Cup: 1ª Tan Zhongyi 6,5; 2ª Alice Lee 6; 3ª-4ª Assaubayeva, Yip 5; 5ª-7ª Muzychuk, Divya Deshmukh, Tsolakidou 4,5; 8ª Humpy Koneru 3,5; 9ª Kosteniuk 3; 10ª Vaishali 2,5
PARIGI (FRANCIA): CARLSEN PRIMO IMBATTUTO NELLA ESPORTS WORLD CUP
Magnus Carlsen ha vinto per il secondo anno consecutivo il torneo di scacchi della Esports World Cup, disputato a Parigi (Francia) dall’11 al 15 agosto e ospitato sulla piattaforma Chess.com. Il norvegese, campione anche nell’edizione inaugurale del 2025, ha battuto in finale il diciannovenne bielorusso Denis Lazavik, chiudendo la manifestazione senza perdere una sola partita e incassando il primo premio di 250.000 dollari. Il montepremi complessivo riservato agli scacchi ammontava a 1,5 milioni di dollari.
L’edizione 2026 presentava una formula ampliata rispetto all’anno scorso. I giocatori coinvolti nella fase finale erano inizialmente 22: dodici già qualificati, compreso il campione uscente Carlsen, e altri provenienti da DreamHack Atlanta e dal Last Chance Qualifier. Un Play-In ha ridotto il campo a 16, poi divisi in due gruppi da otto con tabellone a doppia eliminazione. Per raggiungere i playoff bisognava vincere due match prima di perderne altrettanti. Tutte le partite si sono disputate alla cadenza di 10 minuti senza incremento; nei match della fase a gruppi, in caso di 1-1 dopo le due partite regolamentari, si ricorreva all’Armageddon.
Carlsen ha superato nella fase a gruppi Andrey Esipenko e Hans Niemann, in entrambi i casi per 1,5-0,5, qualificandosi direttamente ai quarti insieme a Hikaru Nakamura, Alireza Firouzja e Nodirbek Abdusattorov. Dai rami di recupero sono poi emersi Lazavik, Nihal Sarin, Arjun Erigaisi e Niemann. Nei quarti Carlsen ha liquidato Nihal per 2,5-0,5; Nakamura ha superato Arjun 3-2, Firouzja ha battuto Niemann 2,5-1,5 e Lazavik ha eliminato Abdusattorov 3-2. In semifinale il norvegese ha sconfitto Firouzja 4-1, mentre Lazavik ha firmato il risultato più sorprendente della giornata, battendo Nakamura 3,5-1,5.
La finale prevedeva due set di quattro partite. Carlsen li ha vinti entrambi con il punteggio di 3-1, ottenendo due vittorie e due patte in ciascun set. Il 6-2 complessivo gli ha così consegnato il titolo senza necessità di disputare un eventuale terzo set. Lazavik, che fino a quel momento era arrivato alla finale senza perdere una partita nei playoff, ha ricevuto 190.000 dollari.
Più movimentata la sfida per il terzo posto fra Nakamura e Firouzja. Il match è stato segnato da problemi tecnici durante la quarta partita; Firouzja ha poi abbandonato la partita successiva quando Nakamura conduceva di due punti con due incontri ancora teoricamente disponibili. Il risultato ufficiale è stato quindi 4-1 per Nakamura, che ha ottenuto il terzo posto e 145.000 dollari, mentre Firouzja ha chiuso quarto.
Carlsen ha così confermato il titolo conquistato nel 2025, quando aveva battuto proprio Firouzja in finale. Il dato più significativo della sua prestazione parigina resta però l’imbattibilità: dal primo match della fase a gruppi all’ultima partita contro Lazavik, nessuno è riuscito a sconfiggerlo.
Risultati: https://www.chess.com/events/info/2026-esports-world-cup
Classifica finale: 1° Carlsen; 2° Lazavik; 3° Nakamura; 4° Firouzja; 5°-8° Nihal, Niemann, Abdusattorov, Erigaisi; ecc.
SPILIMBERGO: VINCE DARDHA, MARTINOVICI MIGLIORE DEGLI ITALIANI
Un anno fa aveva dovuto accontentarsi del secondo posto alle spalle di Lorenzo Lodici; stavolta Daniel Dardha è salito sul gradino più alto del podio del Torneo Internazionale di Spilimbergo. Il 20enne GM belga si è aggiudicato la 24ª edizione dell’evento, disputata dall’8 al 15 agosto al centro sportivo “La Favorita”, totalizzando 7 punti su 9 e spuntandola per spareggio tecnico su altri sei giocatori. Il festival comprendeva, come ormai di consueto, il Master su nove turni e gli Open A, B e C su sette, tutti giocati alla cadenza di 90 minuti più 30 secondi d’incremento a mossa; il montepremi complessivo ammontava a 10.000 euro.
Il Master (Elo > 2000) ha richiamato 241 giocatori e si è confermato il cuore della manifestazione. Dardha, numero tre di tabellone con un rating di 2601, è partito con tre vittorie consecutive e non ha mai perso, concludendo con cinque successi e quattro patte. Dopo aver pareggiato al quarto e quinto turno con Sayantan Das e Ilia Martinovici, ha battuto Ori Kobo e soprattutto Momchil Petkov, raggiungendo quota 6 su 7; le patte con Abdimalik Abdisalimov e Rishi Sardana nelle ultime due giornate gli sono quindi bastate per chiudere in vetta a quota 7.
Lo stesso punteggio è stato ottenuto dall’israeliano Ido Gorshtein, dallo statunitense Nico Chasin, dal bulgaro Momchil Petkov, dal moldavo Ilia Martinovici (passato alla federazione italiana a fine giugno), dall’australiano Rishi Sardana e dall’uzbeko Abdimalik Abdisalimov, classificatisi nell’ordine in base allo spareggio tecnico. Gorshtein ha agganciato il gruppo di testa proprio all’ultimo turno, battendo Ori Kobo, mentre Dardha e Sardana si dividevano il punto in prima scacchiera.
Particolarmente significativa la prova di Martinovici, quinto e migliore degli italiani con 7 punti: partito con il numero 24 di tabellone, ha realizzato una norma di grande maestro con una performance di 2607 e guadagnato oltre 14 punti Elo. A quota 6,5 hanno chiuso anche Leonardo Costa, Jan Subelj, Marco Materia, Manuel Petrosyan, Karthik Venkataraman, Shant Sargsyan e altri protagonisti di un torneo caratterizzato da un equilibrio ancora maggiore rispetto all’edizione precedente. Il secondo azzurro in classifica è stato il sempreverde GM Michele Godena, 23° a quota 6 e autore a sua volta di un ottimo torneo, nel corso del quale ha fra l’altro battuto Lodici.
Meno fortunato lo stesso Lodici, campione uscente. Numero quattro di tabellone, il numero uno italiano era rimasto nelle zone alte nella prima parte della competizione, ma il ko con Godena lo ha definitivamente escluso dalla lotta per il podio. Il favorito della vigilia era l’armeno Shant Sargsyan, 2643 Elo, davanti al tedesco Alexander Donchenko (2633) e allo stesso Dardha. Il giocatore belga ha vinto anche l’open blitz collaterale del 12 agosto (164 partecipanti) con 9,5 su 11, mezza lunghezza davanti al GM statunitense Nico Chasin; terzo alla guida del gruppo a 8,5 Lodici.
Quanto agli altri tornei, nell’Open A (Elo 1700-2100) si è imposto il croato Jure Tadic, autore di 6,5 punti su 7; seconda, a mezza lunghezza, la 16enne livornese Greta Viti, che con 6 punti ha preceduto il napoletano Luca Ferraro, l’ucraino Oleh Mykola Terletskyi e il bolzanino Francesco Addante, tutti a quota 5,5. L’Open B ha registrato il successo del 67enne pordenonese Nicola Mele, autore di 6,5 punti su 7 e di una performance di 2155 partendo da 1857 Elo. A mezzo punto hanno concluso il 15enne trevigiano Andrea Frattin e l’ucraina Varvara Pakina, entrambi a 6. Frattin, in particolare, ha realizzato una performance di 2049 partendo da appena 1664 Elo. Nell’Open C (Elo <1700) vittoria per spareggio tecnico dell’ucraina Serafima Magda, che ha totalizzato 6 punti su 7 come l’11enne lecchese Damiano Buzzoni; terza a 5,5 la teramana Chiara D’Angelo, davanti, nello stesso gruppo, al bulgaro Stefan Tomislavov, all’udinese Alberto Lippi, all’11enne bellunese Alessandro Cortina e al pordenonese Giacomo Rosa.
Alla manifestazione, organizzata dal Circolo Scacchi Le Due Torri di Spilimbergo con la regia di Andrea Bisaro, hanno preso parte 572 giocatori in rappresentanza di 45 federazioni, fra i quali ventinove GM, quaranta MI e quarantotto MF nel gruppo principale.
Risultati: https://s3.chess-results.com/tnr1364644.aspx
Classifiche finali
Master: 1°-7° Dardha, Gorshtein, Chasin, Petkov, Martinovici, Sardana, Abdisalimov 7 punti su 9; 8°-16° Costa, Subelj, Materia, Roshka, Petrosyan, Nigmatov, Lin, Di Berardino, Pham Khoi 6,5; ecc.
Open A: 1° Tadic 6,5 punti su 7; 2ª Viti 6; 3°-5° Ferraro, Terletskyi, Addante 5,5; ecc.
Open B: 1° Mele 6,5 punti su 7; 2°-3ª Frattin, Pakina 6; 4° Gallo 5,5; 5°-10° Del Tin, Carboni, Pieropan, Biasiotto, De Nardo, Squarcina 5; ecc.
Open C: 1ª-2° Magda, Buzzoni 6 punti su 7; 3ª-7° D’Angelo, Tomislavov, Lippi, Cortina, Rosa 5,5; ecc.
ADDIO ALL’UCRAINO VERESLAV EINGORN, GRANDE MAESTRO DI DUE EPOCHE
Il mondo degli scacchi piange Vereslav Eingorn, grande maestro ucraino morto il 18 agosto all’età di 69 anni. Nato a Odessa il 23 novembre 1956, fu uno dei protagonisti della fortissima scuola sovietica degli anni Ottanta e, dopo l’indipendenza dell’Ucraina, un elemento importante della nuova nazionale, prima come giocatore e poi come allenatore.
Cresciuto in una famiglia di appassionati, imparò a giocare dalla nonna e iniziò a frequentare un circolo a dodici anni. Parallelamente agli scacchi studiò matematica all’Università statale di Odessa. Divenne Maestro dello Sport sovietico nel 1976, Maestro Internazionale nel 1984 e Grande Maestro nel 1986.
Proprio negli anni Ottanta raggiunse i risultati più prestigiosi. Nei campionati dell’URSS conquistò tre medaglie di bronzo, nel 1984, 1987 e 1989, mentre nel 1986 condivise il secondo posto in un affollato gruppo dal 2° al 7°. Vinse o condivise il primo posto in diversi tornei internazionali, fra cui Minsk 1983, Bor e Mosca 1986 e il forte Open di Cappelle-la-Grande dello stesso anno.
Nel 1987 si qualificò per l’Interzonale di Zagabria, concludendo al nono posto e mancando l’accesso ai match dei Candidati. Il suo massimo Elo ufficiale, 2611, arrivò molti anni più tardi, nel luglio 2003, a testimonianza di una longevità agonistica non comune.
Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica rappresentò l’Ucraina alle Olimpiadi del 1992, 2000 e 2002. A Istanbul 2000 contribuì alla medaglia di bronzo della squadra, giocando sette partite senza sconfitte e totalizzando 5 punti; nel 2001 fece invece parte della formazione ucraina che conquistò il Campionato mondiale a squadre a Erevan (Armenia).
A metà degli anni Duemila ridusse progressivamente l’attività agonistica per dedicarsi soprattutto all’allenamento. Il risultato più importante arrivò nel 2006, quando, da capo allenatore, guidò la nazionale femminile ucraina alla medaglia d’oro alle Olimpiadi di Torino. L’anno seguente la FIDE gli conferì il titolo di Senior Trainer.
Eingorn fu anche autore di diversi libri, fra cui Decision-Making at the Chessboard (2003), Creative Chess Opening Preparation (2006), Chess Explained: The French con Valentin Bogdanov (2008) e A Rock-Solid Chess Opening Repertoire for Black (2012).
La sua carriera ha attraversato due epoche molto diverse: la durissima selezione dello scacchismo sovietico e la costruzione della scuola ucraina indipendente. Non raggiunse mai la popolarità dei campioni del mondo della sua generazione, ma per molti anni appartenne stabilmente all’élite internazionale e lasciò un segno anche fuori dalla scacchiera, contribuendo da allenatore a uno dei più importanti successi della storia degli scacchi ucraini.
NAGYKANIZSA (UNGHERIA): L’INDIANO PRANESH PRIMO IN VOLATA NELL’OPEN
Finale in volata al Kanizsa Open 2026, disputato dal 15 al 23 agosto alla Kanizsa Arena di Nagykanizsa e valido anche come Campionato individuale open ungherese. A imporsi è stato il GM indiano Munirethinam Pranesh, che ha concluso con 7 punti su 9 e ha preceduto per spareggio tecnico il MI israeliano Or Bronstein, il GM ucraino Andrei Volokitin e il connazionale GM Karthik Venkataraman. La manifestazione, organizzata dal Tuxera Aquaprofit Nagykanizsai Sakk Klub insieme alla federazione ungherese, celebrava il centenario del circolo di Nagykanizsa ed era inserita nel FIDE Circuit 2026. Il montepremi complessivo ammontava a 60.400 euro, ai quali si aggiungevano 3,75 milioni di fiorini (poco più di 10.000 euro) destinati al campionato nazionale.
Numero due di tabellone con un rating di 2673, Pranesh ha iniziato con quattro vittorie consecutive, quindi ha attraversato una serie di altrettante patte. All’ultimo turno, quando la situazione in vetta era ancora apertissima, l’indiano è tornato alla vittoria superando il tedesco Vadym Petrovskiy. Bronstein ha raggiunto a sua volta quota 7 battendo nell’ultima giornata l’ucraino Svyatoslav Bazakutsa; Volokitin ha pareggiato con Karthik, risultato che ha portato entrambi a 7. Lo spareggio tecnico ha premiato Pranesh.
Alle loro spalle ben nove giocatori hanno terminato a 6,5: nell’ordine lo statunitense Andrew Hong, l’israeliano Yannay Ben Ari, l’ucraino Svyatoslav Bazakutsa, lo spagnolo Maksim Chigaev, il greco Antonios Kalogridis, l’indiano Neelash Saha, il tedesco Mykola Korchynskyi, l’ungherese Bence Korpa e il serbo Robert Markus. Particolarmente significativo il risultato di Korpa, dodicesimo assoluto e primo degli ungheresi: è stato quindi lui a conquistare il titolo nazionale. Gli altri principali giocatori magiari sono rimasti a quota 6: Adam Kozak ha chiuso 17°, Sanan Sjugirov 19°, Tamas Banusz 27° e Peter Prohaszka 29°.
Il torneo presentava numeri e qualità non comuni per un open: il gruppo A aveva una media Elo di 2336 ed era guidato in partenza dal tedesco Matthias Bluebaum (2689), davanti a Pranesh (2673), Chigaev (2635), Volokitin (2614) e Hong (2604). Bluebaum non è riuscito però a inserirsi nella lotta per il successo, piazzandosi solamente 21° a 6. Fra i tre azzurri in gara molto bene ha fatto il MI palermitano Andrea Favaloro, che ha chiuso a quota 5 pattando con cinque GM, fra i quali Bluebaum, Banusz (Elo 2598) e il kazako Rinat Jumabayev (Elo 2572); bene anche il MF torinese Stefano Yao, 4,5 punti, che al primo turno ha pareggiato con Bronstein.
Nel gruppo B, riservato ai giocatori sotto quota 2300, dominio quasi assoluto del MF messicano Levi Kalani Alexander Fogo Esquivel: 8,5 punti su 9, con otto vittorie e una sola patta. Il vincitore ha staccato di un punto e mezzo il polacco Kacper Karut e l’ungherese Zsombor Pogany, entrambi a 7. Da segnalare la prova del CM triestino Filippo Camana, 25° con 5,5 punti. Alla manifestazione hanno preso parte in totale 313 giocatori in rappresentanza di 36 federazioni, fra i quali ventisei GM e cinquantuno MI nel gruppo principale.
Risultati: https://s1.chess-results.com/tnr1379871.aspx
Classifica finale: 1°-4° Pranesh, Bronstein, Volokitin, Karthik 7 punti su 9; 5°-13° Hong, Ben Ari, Bazakutsa, Chigaev, Kalogridis, Saha, Korchynskyi, Korpa, Markus 6,5; ecc.
POLANICA-ZDRÓJ (POLONIA): AWONDER LIANG RE DEL MEMORIAL RUBINSTEIN
Awonder Liang si è aggiudicato il torneo GM della 62ª edizione del Festival internazionale in memoria di Akiba Rubinstein, disputato dal 15 al 23 agosto a Polanica-Zdrój, in Polonia. Il 23enne GM statunitense ha concluso in vetta con 5,5 punti su 9, precedendo di mezza lunghezza un quartetto composto dallo sloveno Vladimir Fedoseev, dai polacchi Jan Malek e Radoslaw Wojtaszek e dall’armeno Haik Martirosyan. La competizione, di 16ª categoria Fide (Elo medio 2642), si è rivelata estremamente equilibrata: appena un punto e mezzo ha separato il vincitore dal nono posto.
Liang ha ottenuto tre vittorie e cinque patte, perdendo solo contro Fedoseev. Decisiva l’ultima giornata di gara, nella quale lo statunitense ha battuto il polacco Szymon Gumularz, scavalcando tutti e conquistando il trofeo. Fedoseev, numero uno di tabellone con 2693 Elo, si è dovuto accontentare della seconda posizione per spareggio tecnico a quota 5, davanti al sorprendente diciassettenne Malek, a Martirosyan e a Wojtaszek. A 4,5 ha chiuso Gumularz, seguito a 4 dall’ucraino Igor Kovalenko, dallo statunitense Sam Shankland e dall’indiano Pentala Harikrishna; ultimo il polacco Jakub Seemann con 3.
Nell’Open A, torneo svizzero a 9 turni riservato ai giocatori con Elo superiore a 2000, il GM lettone Toms Kantans e il 15enne CMF polacco Filip Ochędzan hanno concluso appaiati in vetta con 7 punti. Kantans, numero uno di tabellone, l’ha spuntata per spareggio tecnico. Mezzo punto più indietro hanno terminato il MF polacco Adam Gibała, il GM polacco Marcin Tazbir e il GM indiano Rithvik Raja. La manifestazione, dedicata alla memoria di uno dei più grandi campioni della storia degli scacchi polacchi, comprendeva oltre al prestigioso torneo GM e all’Open A altri sei gruppi: Open B (1700-2100), C (fino a 2000), D (fino a 1700), E riservato ai senior e due tornei giovanili, F e G.
Sito ufficiale: https://rubinstein.dzszach.pl/
Classifiche finali
Torneo GM: 1° Liang 5,5 punti su 9; 2°-5° Fedoseev, Malek, Martirosyan, Wojtaszek 5; 6° Gumularz 4,5; 7°-9° Kovalenko, Shankland, Harikrishna 4; 10° Seemann 3
Open A: 1°-2° Kantans, Ochędzan 7 punti su 9; 3°-5° Gibała, Tazbir, Rithvik 6,5; 6°-10° Piekielny, Chomczyk, Cyborowski, Śliwicki, Golubka 6; ecc.
ABU DHABI (EAU): L’UZBEKO JAKHONGIR VAKHIDOV SUPERA I FAVORITI
Jakhongir Vakhidov ha vinto il gruppo Masters del 32° Festival internazionale di Abu Dhabi (Emirati Arabi), disputato dal 15 al 24 agosto al Radisson Blu Hotel & Resort. Il GM uzbeko, numero 14 di tabellone con 2508 Elo, ha concluso imbattuto e solo al comando con 7 punti su 9, precedendo di mezza lunghezza un gruppo di cinque inseguitori. Il torneo principale del festival ha riunito 101 giocatori, fra i quali 16 grandi maestri e 28 maestri internazionali, con un rating medio di 2368.
Vakhidov ha costruito il successo soprattutto nella seconda metà della competizione. Dopo tre turni aveva 2,5 punti e al termine del quinto faceva parte dell’affollato gruppo di dieci giocatori a quota 4. Al sesto turno ha pareggiato con il GM indiano Iniyan Panneerselvam, quindi ha accelerato nelle due giornate successive fino a presentarsi all’ultimo turno da leader solitario con 6,5 su 8. Decisiva è stata in particolare la vittoria dell’ottavo turno con il Nero contro il MI russo Aleksandr Usov, che prima dello scontro diretto condivideva la vetta a 5,5 punti: Vakhidov si è imposto dopo 73 mosse ed è rimasto da solo al comando.
L’ultima giornata si annunciava comunque aperta. Alle spalle dell’uzbeko quattro giocatori erano distanziati di appena mezzo punto: il numero uno del tabellone Daniil Dubov, Aleksandr Rakhmanov (entrambi russi), il kazako Daniyal Sapenov e l’indiano Pranav Anand. Vakhidov doveva affrontare con il Bianco proprio Rakhmanov, mentre Dubov e Sapenov erano opposti fra loro e Pranav giocava con il Nero contro Ivan Zemlyanskii.
Tutte e tre le partite sono terminate patte. Vakhidov ha quindi raggiunto quota 7 e nessuno degli inseguitori è riuscito ad agganciarlo. A 6,5 sono arrivati Rakhmanov, Dubov, Sapenov e Pranav; a loro si è aggiunto Rudik Makarian, autore dell’unica vittoria sulle prime sei scacchiere dell’ultimo turno.
Fra le sorprese del torneo si è segnalato anche il giovanissimo indiano Avirat Chauhan, classe 2014 e senza titolo internazionale, che con 2301 Elo partiva dal numero 84 del tabellone. Dopo avere battuto fra gli altri il MI Bakhrom Bakhrillaev e il MI Roman Shogdzhiev, era arrivato all’ultimo turno con 5 punti e una performance superiore ai 2500; la patta conclusiva contro il MI Zhandos Agmanov gli ha permesso di terminare a 5,5 e guadagnare una norma MI.
Il Masters si è giocato con sistema svizzero su nove turni e cadenza di 90 minuti più 30 secondi di incremento dalla prima mossa. Era il torneo di punta di un festival molto più ampio, con oltre 2250 partecipanti nelle numerose competizioni e attività in programma. L’edizione 2026 comprendeva 34 eventi, dai tornei Masters, Open A e Open B alle competizioni giovanili, blitz, femminili, senior e amatoriali.
Risultati: https://s2.chess-results.com/tnr1448676.aspx
Classifica finale: 1° Vakhidov 7 punti su 9; 2°-6° Rakhmanov, Dubov, Sapenov, Pranav Anand, Makarian 6,5; 7°-18° Iniyan, Usov, Ansat, Mamedov, Liyanage, Zemlyanskii, Suyarov, Ahmadzada, Goutham, Jiang, Aswath, Hakobyan 6; ecc.
GRAND RAPIDS: GRIGORIY OPARIN PRIMO PER SPAREGGIO NELL’US OPEN
Finale decisamente affollato al 126° US Open, disputato dal 3 al 9 agosto 2026 al DeVos Place di Grand Rapids, in Michigan: ben otto giocatori hanno concluso appaiati in vetta con 7,5 punti su 9 e, alla fine, è stato il GM Grigoriy Oparin a conquistare il titolo, superando il GM Jianchao Zhou nello spareggio Armageddon.
Il torneo prevedeva tre differenti formule – su sette, cinque o quattro giorni – che sono poi confluite in un unico tabellone a partire dal settimo turno. Proprio alla vigilia di quella giornata Oparin era già al comando e al settimo turno ha pattato in appena otto mosse con Christopher Yoo, venendo raggiunto dall’ucraino Bohdan Bilovil. Alla vigilia dell’ultima giornata il gruppo di testa si era allargato a quattro giocatori a quota 7: Oparin, Yoo, Jason Liang e Bilovil.
L’ultimo turno ha prodotto un epilogo ancora più insolito. Oparin e Liang hanno pareggiato lo scontro diretto, mentre alle loro spalle sono arrivati altri sei giocatori: oltre a Yoo e Bilovil, anche Zhou, il GM indiano Rahul Srivatshav Peddi e i MI Sebastian Lukas Kostolansky e Julian Colville. Otto giocatori hanno così terminato a 7,5 su 9.
Il regolamento prevedeva che i primi due secondo lo spareggio tecnico disputassero un Armageddon per assegnare il titolo. A giocarselo sono stati quindi Oparin e Zhou. Nell’asta per la scelta del Nero, Zhou ha offerto otto minuti contro i dieci di Oparin, ottenendo così i pezzi neri e il vantaggio della patta; Oparin, con il Bianco, è però riuscito a vincere la partita e con essa il torneo. Il giocatore di origine russa, che ora rappresenta gli Stati Uniti, ha incassato 3.950 dollari, mentre ciascuno degli altri sette giocatori arrivati a pari punti ha ricevuto 3.750 dollari.
Per Oparin si tratta di un successo di particolare rilievo anche per ciò che comporta: il vincitore, già stabilmente nell’élite statunitense e con un picco Elo FIDE di 2687 raggiunto nel 2023, si è qualificato direttamente al Campionato USA 2026, in programma a ottobre. Un impegno che arriverà dopo un settembre altrettanto intenso: Oparin farà infatti parte dello staff della nazionale statunitense alle Olimpiadi di Samarcanda come trainer. Subito dopo il successo di Grand Rapids, inoltre, è rientrato a Saint Louis per lavorare come secondo di Fabiano Caruana alla Sinquefield Cup.
Risultati: https://uschess.org/results/2026/usopen/
Classifica finale: 1°-8° Oparin, Zhou, Yoo, Bilovil, Liang, Colville, Srivatshav, Kostolansky 7,5 punti su 9; 9°-19° Kalpaka, Bilych, Singh, Smith, Kaplan, Amburgy, Maddipati, Meadors, Posthuma, Wang, Jain 7; ecc.
VICHY: NONO TITOLO PER ETIENNE BACROT NEL CAMPIONATO FRANCESE
Étienne Bacrot e Sophie Milliet hanno conquistato i titoli open e femminile rispettivamente nel Campionato francese 2026, disputato a Vichy dal 7 al 16 agosto. Per Bacrot si tratta del nono titolo nazionale, record assoluto della competizione; Milliet è invece salita a sette successi, eguagliando Almira Skripchenko in testa all’albo d’oro femminile. Entrambi i verdetti sono arrivati soltanto agli spareggi rapid delle finali.
Il National assoluto era organizzato con formula a eliminazione diretta fra 16 giocatori, con match di due partite classiche e successivi spareggi a cadenza veloce in caso di parità. Bacrot, 43 anni, ha iniziato superando 2-0 Rajat Makkar negli ottavi. Nei quarti Peio Duboué gli ha imposto due patte nelle partite classiche, ma l’ex numero nove al mondo ha prevalso nei rapid. Stesso copione in semifinale contro Laurent Fressinet: due pareggi classici, poi vittoria di Bacrot nella prima rapid e patta nella seconda.
In finale lo attendeva Maxime Lagarde, che aveva eliminato il campione uscente Marc’Andria Maurizzi. Le due partite classiche fra Bacrot e Lagarde sono terminate entrambe in parità, rimandando tutto alla domenica conclusiva. Negli spareggi, però, Bacrot non ha lasciato spazio al rivale: ha vinto entrambe le rapid, imponendosi 2-0 e tornando campione di Francia otto anni dopo il precedente successo.
Il trionfo ha anche riportato Bacrot idealmente al punto di partenza di una lunga storia nazionale: proprio a Vichy, nel 2000, aveva conquistato il suo secondo titolo francese a soli 17 anni. Ventisei anni più tardi, nella stessa città, ha portato a nove il proprio primato. Il podio è stato completato da Maurizzi, che ha superato Fressinet nella finale per il terzo posto: dopo due patte rapid, il campione uscente ha vinto entrambe le blitz.
Anche il National féminin si è deciso agli spareggi. Sophie Milliet ha cominciato con un netto 2-0 su Nino Maisuradze, quindi ha rischiato grosso nei quarti contro Manon Schippke: sconfitta nella prima partita classica, ha pareggiato il match vincendo quella di ritorno e ha poi completato la rimonta nei rapid. In semifinale ha invece dominato la campionessa in carica Yosha Iglesias, battendola in entrambe le partite classiche.
La finale contro Pauline Guichard, già due volte campionessa di Francia, è rimasta bloccata sul pari dopo entrambe le partite classiche. Nei rapid Milliet ha chiuso il confronto 1,5-0,5, tornando sul trono nazionale per la prima volta dal 2017. Terza Marie Sebag, vittoriosa 1,5-0,5 contro Iglesias nella finale per il bronzo.
L’edizione di Vichy ha fatto registrare anche un primato di partecipazione per l’intero festival: 1.362 giocatori, contro i 1.145 dell’anno precedente, con un incremento di 217 presenze, pari a quasi il 20 per cento. Accanto ai due National si sono disputati l’Accession Roger Ferry, i tornei Open A-E, le competizioni senior e veterani e diversi eventi collaterali.
Sito ufficiale: https://vichy2026.ffechecs.org/
Podio National: 1° Bacrot; 2° Lagarde; 3° Maurizzi; 4° Fressinet
Podio National féminin: 1ª Milliet; 2ª Guichard; 3ª Sebag; 4ª Iglesias
LINZ: DOMINIK HORVATH SI CONFERMA CAMPIONE D’AUSTRIA PER SPAREGGIO
Dominik Horvath si è confermato campione austriaco imponendosi nello Staatsmeisterschaft 2026, disputato dal 15 al 23 agosto all’Oberbank Donau Forum di Linz. Il ventitreenne GM ha concluso in vetta con 6,5 punti su 9, gli stessi del sorprendente MI Laurenz Borrmann, prevalendo grazie al Sonneborn-Berger. Terzo, a mezza lunghezza, ha chiuso il MI Valentin Baidetskyi con 6 punti, mentre l’altro favorito della vigilia, il GM Felix Blohberger, si è piazzato quarto con 5. La manifestazione metteva in palio 14.800 euro per il campionato assoluto e altri 20.000 per il parallelo Oberbank Challenger Open.
Il torneo è stato più combattuto di quanto lasciasse immaginare la differenza di rating fra i due favoriti e gli outsider. Borrmann, ultimo del tabellone iniziale con 2396 Elo, è stato la grande rivelazione: dopo sei turni comandava da solo con 4,5 punti grazie anche alle vittorie contro Robert Ernst e Peter Balint, mentre Horvath e Baidetskyi inseguivano a mezza lunghezza. Il campione uscente ha però accelerato nella parte finale della competizione e ha terminato imbattuto, con quattro vittorie – contro Ernst, Lukas Dotzer, Stefan Kindermann e Balint – e cinque patte, prevalendo per spareggio tecnico.
Horvath ha così bissato il titolo conquistato nel 2025, quando aveva vinto per la prima volta il campionato austriaco. Alle spalle dei due battistrada, Baidetskyi ha completato il podio con 6 su 9 e tre vittorie, precedendo Blohberger, che ha pareggiato ben otto delle nove partite e ottenuto l’unico successo contro Lukas Leisch. Quinto a 4,5 il quindicenne Lukas Dotzer; a seguire Robert Ernst a 4, Kindermann e Balint a 3,5, Leisch a 3 e Florian Schwabeneder a 2,5.
Nel parallelo Oberbank Challenger Open, torneo svizzero a nove turni con 116 partecipanti, il successo è andato al favorito MI tedesco Ruben Gideon Köllner, che ha totalizzato 7,5 punti su 9. Köllner è rimasto imbattuto, con sei vittorie e tre patte, e ha preceduto di mezza lunghezza un terzetto interamente austriaco formato dal MI Jakob Postlmayer e dai MF Florentin Stickler e David Schernthaner, classificatisi nell’ordine per spareggio tecnico. I tre, in quanto migliori austriaci dell’Open, hanno conquistato così i posti previsti per lo Staatsmeisterschaft 2027.
Il Challenger assegnava anche il titolo nazionale femminile. La migliore austriaca è stata la MI Olga Badelka, sesta assoluta con 6,5 punti e imbattuta: quattro vittorie e cinque pareggi, con una performance Elo di 2394. Badelka ha quindi conquistato la corona, completando una stagione nazionale nella quale a maggio aveva già vinto il campionato austriaco blitz ed era arrivata seconda nel rapid.
Risultati: https://chess-results.com/tnr1425273.aspx
Classifica finale: 1°-2° Horvath, Borrmann 6,5 punti su 9; 3° Baidetskyi 6; 4° Blohberger 5; 5° Dotzer 4,5; 6° Ernst 4; 7°-8° Kindermann, Balint 3,5; 9° Leisch 3; 10° Schwabeneder 2,5
SKANDERBORG (DANIMARCA): IL TEDESCO JAKOB LEON PAJEKEN FA IL BIS
Il MI tedesco Jakob Leon Pajeken si è aggiudicato per il secondo anno consecutivo il torneo GM Smuk Skak, giunto alla nona edizione e disputato dal 15 al 23 agosto a Skanderborg, in Danimarca. Pajeken ha chiuso solitario in vetta con 6,5 punti su 9. Il vincitore, che milita proprio nello Skanderborg, ha totalizzato cinque vittorie, tre patte e una sola sconfitta, subita al primo turno contro il MI bulgaro Nikola Kanov. Dopo il passo falso iniziale Pajeken ha infilato quattro successi nelle cinque partite successive e, arrivato al giro di boa nelle posizioni di vertice, ha preso definitivamente il comando nella seconda metà del torneo. All’ottavo turno ha battuto Nicolai Kistrup, presentandosi alla giornata conclusiva con la possibilità non soltanto di vincere il torneo, ma anche di centrare la terza e definitiva norma GM: per riuscirci avrebbe però dovuto superare Aczel. La lunghissima partita è terminata patta dopo che il tedesco, alla 119ª mossa, ha mancato l’occasione di mantenere vive le possibilità di vittoria; il mezzo punto gli ha comunque assicurato il primo posto, ma non la norma. Pajeken aveva ottenuto la seconda norma GM proprio nello Smuk Skak del 2025.
Alle sue spalle il GM ucraino Vladimir Baklan, numero uno del tabellone con 2523 Elo, Kanov e il GM ungherese Gergely Aczel hanno condiviso la seconda posizione con 5,5. In particolare Kanov è stato a lungo il protagonista della competizione: il bulgaro è partito con quattro vittorie consecutive, portandosi da solo al comando, ma ha poi perso al quinto e al sesto turno contro Filip Boe Olsen e Kistrup e all’ottavo contro Aczel, vedendo sfumare sia il primato sia la possibilità di realizzare la norma GM.
Migliore dei danesi è risultato il GM Allan Stig Rasmussen, quinto con 4,5 punti, mentre Filip Boe Olsen, Henning Holinka e Nicolai Kistrup hanno concluso a quota 4; Vitus Bondo Medhus, partito con tre sconfitte consecutive, ha recuperato fino a 3,5, precedendo Jens Albert Ramsdal, ultimo con 2. La competizione aveva un Elo medio di 2431 (8ª categoria Fide) ed è stata disputata nelle prime sei giornate nella sede di team.blue e nelle ultime tre alla Morten Børup Skolen, parallelamente allo Smuk Skak EMT.
Risultati: https://turnering.skak.dk/
Classifica finale: 1° Pajeken 6,5 punti su 9; 2°-4° Baklan, Kanov, Aczel 5,5; 5° Rasmussen 4,5; 6°-8° Boe Olsen, Holinka, Kistrup 4; 9° Bondo Medhus 3,5; 10° Ramsdal 2
LIGNANO SABBIADORO: ORTIK NIGMATOV DOMINA IL FESTIVAL BELLA ITALIA
Il GM uzbeko Ortik Nigmatov si è aggiudicato la 5ª edizione Festival Internazionale “Bella Italia”, disputata dal 17 al 23 agosto al Bella Italia EFA Village di Lignano Sabbiadoro. Nigmatov, numero otto di tabellone , ha dominato il torneo Master chiudendo da solo al comando con 7,5 punti su 9, una lunghezza davanti a quattro inseguitori. Il festival comprendeva quattro tornei, con il Master su nove turni e gli Open A, B e C su sette; la cadenza era di 90 minuti più 30 secondi d’incremento a mossa.
Nigmatov ha costruito il successo soprattutto nella prima metà della competizione. Alle sue spalle hanno totalizzato 6,5 punti il MI Ilia Martinovici, migliore degli italiani e secondo per spareggio tecnico, il MI argentino Ilan Schnaider (bronzo), il GM indiano Nikhil P. Shyaam e il MI brasiliano Diego Rafael Di Berardino. Sesto a 6 il GM brasiliano Renato Quintiliano, vincitore dell’edizione 2025, mentre a 5,5 hanno terminato l’ucraino Yevgeniy Roshka, l’uzbeko Sheralijon Ravshanov, il senese Francesco Bettalli, l’uzbeko Khasan Akramov e l’andorrano Serni Ribera Veganzones.
Particolarmente positiva la prova di Martinovici, che ha guadagnato 7 punti Elo; fra gli altri azzurri, il MI salernitano Duilio Collutiis e il maestro milanese Andrea Rindone hanno totalizzato 5 punti. Più indietro il favorito della vigilia, il colombiano José Gabriel Cardoso Cardoso (2518), dodicesimo con 5, e il numero tre del tabellone, il brasiliano Yago De Moura Santiago (2493), diciottesimo con 4,5. Nigmatov, partito da 2455, ha invece realizzato una variazione Elo di +25 punti.
Negli altri tornei il risultato più netto è arrivato nell’Open A, dove il 17enne uzbeko Zafar Tolipov, appena numero 25 di tabellone con 1850 Elo, ha totalizzato 6,5 punti su 7, staccando di una lunghezza il croato Andrej Stankovic e il 12enne connazionale Khusan Akramov. La prestazione è valsa a Tolipov una variazione Elo di ben +136,4 punti. Migliori italiani l’udinese Marcello Orsatti e la 14enne WCM romana Nikol Bogacheva, entrambi a quota 5.
Nell’Open B si è invece verificato un arrivo a tre: il 12enne rovigino Alessio Brombin, l’udinese Marco Grudina e l’ucraina Varvara Pakina hanno concluso tutti con 5,5 su 7, con Brombin primo per spareggio tecnico. Quarto a 5 l’imperiese Matteo Parodi, che era arrivato all’ultimo turno in testa, ma è stato sconfitto proprio da Pakina.
Ancora più affollato il vertice dell’Open C, dove quattro giocatori hanno chiuso a 5,5 punti. Il BuchHolz ha premiato il ferrarese Davide Zheng Chenfeng, davanti al romeno Tudor-Marian Pintilie, alla 18enne trentina Flavia Mora e all’11enne padovano Giovanni Rattazzi. Zheng era arrivato all’ultimo turno con mezzo punto di vantaggio, ma la sconfitta nello scontro diretto con Mora ha consentito agli inseguitori di raggiungerlo.
Il festival, organizzato da Lignano Scacchi, ha avuto come direttore Andrea Bisaro e come capo arbitro l’IA Gabriele Carbonari. Gli Open A, B e C si sono conclusi il 21 agosto, mentre il Master è proseguito fino al 23. La manifestazione ha così confermato la formula delle precedenti edizioni, affiancando un torneo principale di livello internazionale a tre gruppi suddivisi per fascia Elo; in gara 178 giocatori di venti federazioni, fra i quali sette GM e altrettanti MI nel gruppo principale.
Risultati: https://vesus.org/event/sTwKTWvd
Classifiche finali
Master: 1° Nigmatov 7,5 punti su 9; 2°-5° Martinovici, Schnaider, Shyaam, Di Berardino 6,5; 6° Quintiliano 6; 7°-11° Roshka, Ravshanov, Bettalli, Akramov, Ribera Veganzones 5,5; 12°-17° Cardoso Cardoso, Botiraliev, Aguero Jimenez, Das, Collutiis, Rindone 5; ecc.
Open A: 1° Tolipov 6,5 punti su 7; 2°-3° Stankovic, Akramov 5,5; 4°-5ª Orsatti, Bogacheva 5; 6°-14° Capaliku, Ritvik, Serradell Munoz, Sangiovanni, Fassio, Dino, Merusi, Lupulescu, Lantini 4,5; ecc.
Open B: 1°-3ª Brombin, Grudina, Pakina 5,5 punti su 7; 4° Parodi 5; 5°-11° Pannone, Bozzoni, Garzia, Della Rocca, Alberetto, Sonego, Civitillo 4,5; ecc.
Open C: 1°-4° Zheng Chenfeng, Pintilie, Mora, Rattazzi 5,5 punti su 7; 5ª-8° Stankovic, Pichler, Basso, Tondo 5; 9°-12° Zanussi, Zaccheddu, Bugini, Negri 4,5; ecc.
AGRIGENTO: IL 15ENNE PULVIRENTI VINCE IL FESTIVAL DAVANTI A BIFULCO
Il 15enne maestro catanese Davide Pulvirenti si è aggiudicato l’11ª edizione del Festival di Agrigento, disputata dal 21 al 23 agosto a Villaggio Mosè. Il torneo siciliano ha richiamato complessivamente 93 giocatori (due maestri Fide), 92 italiani e un australiano, suddivisi nei tre gruppi Open A, B e C; sei i turni di gioco, con cadenza di 90 minuti più 30 secondi d’incremento a mossa.
Nel gruppo principale (Elo > 1699) Pulvirenti, che a luglio si era piazzato terzo nella Semifinale del campionato italiano, ha concluso solitario al comando con 5 punti su 6, realizzando una performance Elo di 2296. Alle sue spalle hanno chiuso a quota 4,5 il favorito MF agrigentino Michel Bifulco (battuto nello scontro diretto dell’ultimo turno) e il catanese Valerio Stancanelli, rispettivamente secondo e terzo per spareggio tecnico. A 4 sono arrivati il MF catanese Alessandro Santagati, unico ad aver sconfitto il vincitore, il 18enne trapanese Davide Montalto e il 15enne siracusano Diego Christian Alfò.
Nell’Open B (Elo 1500-1800) il successo è andato al catanese Francesco Furnari, che ha chiuso imbattuto con 5 punti su 6: dopo essere arrivato all’ultimo turno in testa con mezza lunghezza di vantaggio, gli è bastata la patta con il 14enne agrigentino Gaetano Sorce per assicurarsi il primo posto. Secondo in solitaria con 4,5 si è classificato un altro giocatore di casa, Vincenzo Salvago, grazie alla vittoria conclusiva sul catanese Ignazio Giuffrida, infine terzo alla guida del gruppo a 4.
Nell’Open C (Elo < 1600), infine, il successo è andato all’agrigentino Lorenzo Licata, primo da solo con 5,5 punti su 6 e autore di una performance di 1902 a fronte di un Elo di partenza di 1399. Il 15enne russo Richard Slesarev, favorito della vigilia, si è piazzato secondo con 5, l’11enne catanese Antonio Michail Mascali terzo con 4,5.
Risultati: https://vesus.org/event/N0cIGNzE
Classifiche finali
Open A: 1° Pulvirenti 5 punti su 6; 2°-3° Bifulco, Stancanelli 4,5; 4°-6° Santagati, D. Montalto, Alfò 4; 7°-12° F. Montalto, Picone Chiodo, Faldetta, Licari, Gangemi, Maida 3,5; ecc.
Open B: 1° Furnari 5 punti su 6; 2° Salvago 4,5; 3°-8° Giuffrida, Sorce, Titone, Nicosia, Pellegrino, Meli 4; 9°-12° Giannone, Genovese, Silluzio, Caruana 3,5; ecc.
Open C: 1° Licata 5,5 punti su 6; 2° Slesarev 5; 3° Mascali 4,5; 4°-9° Camiolo, Vetro, Riggi, Modica, M. Guarnaccia, Sillitti 4; 10°-13° Gallo, Bosco, A. Vetro, S. Guarnaccia 3,5; ecc.
