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Lettera di Andrea Rombaldoni
Di robmess (del 17/10/2007 @ 17:07:05, in News, linkato 2090 volte)
Lettera di Andrea Rombaldoni, pubblicata su Torre & Cavallo Scacco di ottobre 2007
Gentile Direttore,
Ho riflettuto prima di scrivere queste righe perché è chiaramente una lettera “di parte” e il rischio di non essere oggettivo nelle considerazioni è grande. Proprio per questo motivo non ho espresso in passato il mio pensiero e forse ho sbagliato, comunque oggi ho deciso di correre il rischio. Parto da tre episodi che sono successi ai miei figli:
Olimpiade 2006 – Denis gioca una buona Olimpiade e realizza una performance di 2449 a un soffio – che più soffio non si può – dalla doppia norma di maestro internazionale (nell’olimpiade la norma vale doppio) che, sommata alla prima già ottenuta in precedenza – gli avrebbe permesso di completare le tre norme necessarie per il titolo. Dopo l’Olimpiade vengo a sapere – da altri giocatori e non dalla Federazione – che è possibile fare richiesta alla Fide di riconoscere comunque a Denis la norma sostenendo la domanda con queste considerazioni: la prima norma era stata realizzata con mezzo punto più del necessario, alla norma manca veramente un soffio, dopotutto si trattava delle Olimpiadi e per di più organizzate dall’Italia. Non sono un tecnico, ma mi sono subito sembrate ottime argomentazioni. Penso che provare non costa nulla, nella peggiore delle ipotesi la domanda verrà bocciata. Penso anche che questa è una iniziativa che sarebbe dovuta partire dalla Federazione senza particolari sollecitazioni, ma tant’è. Qualche giorno dopo l’Olimpiade Denis ne parla con la responsabile degli arbitri ma la risposta che riceve è secca: “la norma non è stata realizzata e nessuna domanda può essere avanzata”. Onestamente ho pensato che insistere sarebbe stato inutile e che comunque Denis avrebbe realizzato le norme mancanti senza difficoltà. Ne parlo comunque a Bratto (solo due mesi dopo l’Olimpiade) con il Presidente che mi ha espresso solidarietà ma mi ha anche informato che il tipo di problema non era di sua competenza e…la cosa qui è finita, nessuna domanda mi risulta avanzata, la questione non mi risulta essere stata ulteriormente approfondita e la Commissione della Fide non è stata disturbata! Immagino già che la risposta sarà che non c’era niente da fare, nemmeno a provarci, ma, siccome mi è stato detto in più occasioni che Denis era/è un giovane su cui la Federazione crede e punta … magari una telefonata alla Fide e poi al diretto interessato si poteva fare! Se guardo il numero incredibile di occasioni sprecate successivamente da Denis per ottenere la terza norma mi viene da pensare che forse – ma ovviamente manca la prova contraria – quella possibile norma lo avrebbe sbloccato e oggi i suoi risultati sarebbero stati diversi, forse. Non voglio fare paragoni con un professionista vero come Fabiano Caruana, ma sono abbastanza certo che se non avesse avuto il titolo di GM in tasca difficilmente avrebbe vinto un torneo come Vlissingen. Forse fare la norma a Budapest è stata più facile che in altri tornei, ma alla fine quello che conta è che l’ha conseguita ad una età record e questo sarà un ulteriore e fondamentale stimolo per raggiungere altri traguardi.
Bratto 2006 – Come è stato scritto, Axel ha giocato un bellissimo torneo, ma per poter ambire alla sua prima norma di maestro internazionale avrebbe dovuto incontrare uno straniero con un certo punteggio Elo all’ultimo turno (e ovviamente vincere). Prima dell’ultimo turno mi permetto di chiedere all’arbitro principale se si poteva valutare la possibilità di abbinare Axel con un giocatore che avesse i necessari requisiti, ma la risposta – tecnicamente e legalmente correttissima – non ammetteva repliche: i turni sarebbero stati quelli previsti dai regolamento e assolutamente non modificabili pena il rischio di pesanti sanzioni dalla Fide. Sono d’accordo, tutti i giorni ho a che fare con leggi e regolamenti e il non rispettarli comporta quasi sempre il rischio di sanzioni di vario tipo. Ne parlo successivamente con diversi professionisti che mi assicurano che all’estero i giovani più promettenti vengono “aiutati” e che l’abbinamento “pilotato” all’ultimo turno non sarebbe stato uno scandalo. Resto con la sensazione che qualcosa si sarebbe potuto fare, ma pazienza, Axel avrebbe comunque dovuto anche vincere il che non era scontato. Qui la risposta è ancora più facile che al punto precedente: parliamo di una violazione dei regolamenti internazionali e spero che non ci sia una sanzione anche per la “tentata violazione”. Magari sbaglio – come ho scritto all’inizio sono di parte – ma resto però con la forte sensazione di un atteggiamento “fatalista” di parte della “struttura” che penso dovrebbe invece fare di tutto per agevolare – nei limiti del “possibile” ovviamente, ma agevolare – i più giovani nel conseguimento di risultati che potrebbero fortemente stimolarli nell’impegnarsi per raggiungere in tempi rapidi quei livelli che a parole la Federazione dichiara di voler conseguire. Realizzare una norma o conseguire un titolo a 14 piuttosto che a 15 o 16 anni è come il giorno e la notte e penso che su questo siamo tutti d’accordo.
Bratto 2007 – Axel gioca un ottimo torneo e a due turni dalla fine è a un passo dalla seconda norma. Se pareggia contro Siebrecht Sebastian (IM Elo 2431) può, verosimilmente, anche perdere l’ultima. Purtroppo perde all’ottavo turno (Siebrecht realizzerà alla fine la norma di GM) giocando in tutta onestà abbastanza male. Vado dall’arbitro e chiedo se è possibile sapere che avversario deve incontrare Axel all’ultimo turno per poter pareggiare ai fini della norma. Ovviamente non chiedo abbinamenti di favore, ma solo l’informazione tecnica. Giustamente mi viene risposto che non era il momento, c’erano ancora partite in corso. Ci fermiamo a mangiare nella pizzeria attaccata alla sede di gioco così – pensavo – siamo pronti a verificare la situazione una volta finita l’ultima partita. Pronti gli abbinamenti per l’ultimo turno (Axel gioca contro Shaefer, IM Elo 2411) mando Axel a chiedere conferma se per la norma deve vincere come risultava dai miei calcoli o se sarebbe bastato il pareggio. Le partite sono finite tardi, gli arbitri dovevano ancora mangiare, e quindi gli viene spiegato che queste cose verranno guardate la mattina dell’ultimo turno. Sbagliando, penso che non è grave, tanto Axel sà che si deve preparare per provare a vincere e così farà fino a tardi. La mattina successiva, a partite appena iniziate, vado subito a chiedere informazioni all’arbitro principale e con mia sorpresa mi viene detto che con la patta Axel avrebbe realizzato la sua seconda norma. Felicissimo, ne parlo un po’ con tutti (ovviamente anche con Axel) ma mi restano in testa i miei calcoli che prevedevano che se Axel avesse incontrato un Elo inferiore a circa 2450 la performance – in caso di pareggio – sarebbe stata inferiore al necessario. Torno a esprimere questa perplessità al tavolo arbitrale e mi viene spiegato che la performance non è tutto e che in base all’Elo medio degli avversari sarebbe risultato sufficiente il pareggio. Anche se non sono un esperto, so che ci sono delle “tabelle” nei regolamenti con la previsione dei punteggi necessari a seconda del tipo di torneo e dell’Elo degli avversari incontrati, e quindi vado da Axel a dirgli di proporre patta al suo avversario che, non avendo più niente da chiedere al torneo, accetta subito.
Poco dopo mi viene comunicato che i calcoli erano errati e che Axel doveva vincere per conseguire la norma. Tutti possono sbagliare, anche l’arbitro principale, l’errore è stato fatto in buona fede e quindi pazienza, Axel realizzerà la norma in uno dei prossimi tornei, mese più mese meno cosa cambia? Comunque ne parlo circa due ore dopo con il Presidente che, pur sempre presente, non era stato informato dell’accaduto (per inciso Axel non è stato il solo con la previsione sbagliata) evidentemente perché l’argomento è stato ritenuto poco importante rispetto allo svolgimento del torneo. Successivamente un amico mi riferisce di averne parlato con Aagard che ha suggerito di presentare in commissione Fide una richiesta di norma supportata da una dichiarazione dell’arbitro che ammette l’errore commesso e spiega l’accaduto e che in analoga circostanza la commissione aveva in passato accolto la richiesta di norma. Il Presidente si è subito fatto promotore di questa iniziativa e mi ha promesso che si attiverà in questo senso. Non so se questo è possibile (ma allora la norma di Denis in ben più favorevoli circostanze?), non so se la Federazione avanzerà (ma soprattutto non penso che la “sosterrà”) la domanda e onestamente credo poco che alla fine Axel otterrà la sua norma.
Potrà sembrare strano ma di quest’ultimo episodio non è tanto l’errore che volevo sottolineare – per quanto lo ritenga molto grave, può succedere – ma l’ennesima dimostrazione di una gestione, anzi meglio di una “non gestione” da parte della Federazione dei propri giovani ritenuti più promettenti. Al di là dell’errore ritengo che già a partire da due turni dalla fine del torneo qualcuno si sarebbe dovuto interessare delle possibilità di norma di tutti i giocatori italiani, soprattutto dei più giovani, contattandoli, informandoli e sostenendoli.
Forse esagero, ma di certo non esagero quando critico un atteggiamento menefreghista, che nell’ultimo episodio ha comportato anche difficoltà a reperire le informazioni tecniche (poi risultate sbagliate) necessarie per massimizzare le possibilità di norma. Per Axel e Denis alla fine non sarà così grave, non penso che intraprenderanno una qualsiasi forma di carriera professionistica negli scacchi. Le norme di maestro internazionale prima o poi le faranno, quelle di grande maestro forse, ma prima o poi lasceranno – come quasi tutti – per dedicarsi ad attività che offriranno loro un futuro con più garanzie. Ciò non toglie che quanto accaduto dispiace (molto più a me che a loro) e che con un poco più di attenzione e di “coraggio” si sarebbe potuto evitare.
Penso di essere sempre stato tra i primi ad avere fatto i complimenti al Presidente per quanto fatto per i giovani rispetto al passato, ma è un peccato che si sia riusciti a fare cose (stage, inviti, ecc) che hanno richiesto importanti sforzi finanziari senza però che la “struttura” abbia modificato la propria mentalità, aspetto che non richiede soldi, ma solo un poco di coraggio e di professionalità in più.
Spero che il Presidente avrà la forza e il sostegno per “rivoluzionare” la federazione anche su questi aspetti.
Andrea Rombaldoni

Non commento questa accorata lettera del MF Andrea Rombaldoni, ricordando a chi vorrà intervenire, anche a nome della Federazione, che Torre & Cavallo dà sempre spazio ai soggetti qualificati dello scacchismo italiano che vogliono far sentire la propria voce, indipendentemente dalle opinioni di cui sono portatori.
(Roberto Messa)