Un vero campione

del maestro internazionale Roberto Messa

(editoriale di Torre & Cavallo Scacco! - settembre 2001)


Nato nel 1901 e deceduto nel 1981, l'olandese Max Euwe occupa una nicchia speciale nella galleria dei campioni mondiali di scacchi. Tuttavia, mentre i Paesi Bassi ne celebrano con giusto orgoglio il centenario, la maggioranza degli scacchisti continua a pensare, superficialmente, che la vittoria di Euwe su Alekhine nel 1935 fu quasi un incidente. Non Kasparov, il quale ha dichiarato che il campione olandese vinse il match del 1935 semplicemente perché era più forte.
A suffragare i meriti scacchistici di colui che fu, tra l'altro, il miglior presidente che la Fide abbia mai avuto, restano le partite e i trionfi nei tornei, nel corso di una carriera che va dai tempi di Capablanca all'inizio dell'era di Fischer. Ma negli scacchi, come in ogni altro campo, nessuno sembra più disposto a mettere su un piedestallo un personaggio 'normale', sportivo e corretto con gli avversari, sempre impegnato in qualcosa di 'positivo'. Addirittura un professore di matematica. Altro che genio e sregolatezza: le cose più piccanti che sappiamo di lui è che praticava il nuoto, la boxe e l'aviazione sportiva. Viva Euwe!
Tornando alla nostra epoca ben più frenetica e confusa, non riusciamo ancora a comprendere quanti e quali campionati mondiali ci riserverà il prossimo autunno: Fide? Triangolare? Via Internet? Nel frattempo registriamo il successo estivo di Kramnik nel supertorneo di Dortmund, dove un irriconoscibile Anand si è classificato ultimo. E poco importa se il campione Fide pochi giorni prima aveva sconfitto il rivale in un match a cadenza rapida.
Maggior soddisfazione ci procurano tuttavia i grandi numeri dei campionati italiani giovanili di quest'estate, ma anche lo strepitoso successo del settantenne Korchnoi a Biel. Dunque largo ai giovani… ma anche ai vecchi!
Da non perdere infine, in questo numero, i due articoli di Pierluigi Passerotti sulla scuola scacchistica russa.

 



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